Aggredisce per sentirsi popolare, per sembrare più forte, per ottenere rispetto e sottomissione. E per riuscirci, sceglie la sua vittima tra i più deboli, tra coloro che sono o appaiono ”diversi”. E' il BULLO, una figura sempre più presente nelle cronache quotidiane.

Il bullismo è un fenomeno assai frequente e sottovalutato, sia dalla famiglia che dal mondo della scuola.
Spesso i genitori dei bulli tendono a sottovalutare i comportamenti dei propri figli che sfogano la loro aggressività in modo incontrollato e anche quando sono messi davanti all'evidenza, preferiscono voltarsi dall'altra parte e liquidare gli atti di prepotenza come delle “ragazzate”.
Purtroppo però , quelle che vengono considerate solo delle ragazzate, troppo spesso si traducono in atti di violenza sia fisica che psicologica talmente gravi, da poter essere considerati dei veri e propri reati.
Il bullo è nella maggior parte dei casi un ragazzo, (ma sono sempre più diffusi i casi che coinvolgono bambini molto più piccoli) che non conosce limiti e che non sa cos'è il rispetto delle regole.
Valori che sembrano sempre più labili nelle nuove generazioni e una cultura troppo permissiva, hanno fatto perdere il senso della responsabilità personale che invece deve appartenere ad ognuno di noi.
I ragazzi hanno bisogno di norme che possano infondere sicurezza, che li renda capaci di capire il limite delle proprie azioni e li aiuti ad affrontare gli ostacoli che la vita quotidianamente gli mette difronte.
Non è sempre facile riconoscere il ragazzo violento, perché il bullo molte volte a casa si comporta in maniera apparentemente normale, mentre sfoga la sua aggressività solo a scuola dove purtroppo l'intera classe tende ad essere coinvolta nel bullismo, tramite meccanismi di consenso, più o meno consapevoli, non solo nel timore di diventare nuove vittime del bullo, ma perché questi riescono ad esprimere, sia pur negativamente, la cultura identitaria del gruppo.
Certo è che a genitori e insegnanti più sensibili non sfuggiranno certi comportamenti che sono dei veri e propri campanelli d'allarme e assieme dovrebbero trovare il coraggio di denunciare i ragazzi violenti che compiono atti di questo tipo.
Purtroppo, accanto ad autorità competenti che prontamente prendono posizione contro i bulli, sono tantissime le situazioni di bullismo dove la vittima di violenza, i genitori e gli insegnanti non trovano il coraggio di denunciare.
Bisogna sempre tenere presente che più sono le sentenze di bullismo, più sarà possibile avvicinarsi ad un riconoscimento giuridico della violenza tra ragazzi in alcuni ambienti e con certe modalità.
Bisogna evitare che il bullismo sia fonte di seri danni per le persone che ne vengono colpite, vittime innocenti di un fenomeno sociale dilagante.
Troppe le vittime e troppi anche i silenzi. Bisogna dare un segnale forte.
Stop alle umiliazioni, alle minacce, alle lesioni, alle notte insonni e alla paura.
Stop al bullismo anche tra i banchi di scuola.
E' ora di dire SI alla legalità e al rispetto.
Mara Dalzocchio
Resp. Donne Lega Nord Trentino
Disegno di legge contro la violenza alle donne.
Considerazioni sulla proposta di legge.
"In materia di tutela delle donne vittime di violenza riteniamo che il testo unificato del disegno di legge, comprensivo dei relativi emendamenti, non risponda in modo adeguato e sufficiente alle richieste e alle esigenze volte a contrastare il fenomeno della violenza contro le donne.
E' necessario partire da una presa di posizione esplicita e convinta contro la violenza alle donne, affermando e riconoscendo con chiarezza che è un REATO e come tale deve essere considerato.
Riteniamo che non si possa trattare la tematica partendo da una posizione “neutra”. E' indispensabile specificare la natura della violenza sulle donne e quindi tenerla distinta dal concetto di conflitto, il quale deve essere trattato separatamente...